SERVIZI > COMUNICAZIONE BIMODALE (SEGNI + VERBALE), UNO STRUMENTO EFFICACE PER SOSTENERE LO SVILUPPO DEL BAMBINO

L’uso dei segni in comunicazione bimodale (segno+parola) con i bambini che hanno difficoltà di espressione verbale è un ottimo strumento per sostenere lo sviluppo del linguaggio, lo sviluppo cognitivo e lo sviluppo socio-affettivo.
Spesso i bambini con la sindrome di Down hanno una capacità di comprensione estremamente alta rispetto alla loro capacità di espressione verbale: questo rischia di limitare noi adulti nella proposta di stimoli adeguati e nell’interazione poiché non diventiamo consapevoli di quanto il bambino capisca ma non sappia esprimere, oltre a rendere difficile e frustrante l’interazione quotidiana quando il bambino non riesce a farsi capire.

Un tempo si pensava che il bambino con la Trisomia 21 fosse “pigro” e che se gli si dava uno strumento alternativo, per compensare alle difficoltà causate dalla sua condizione, egli si sarebbe adeguato e non avrebbe più sviluppato la competenza che invece avremmo voluto che raggiungesse. Come se la frustrazione di non riuscire a farsi capire potesse essere, nella prima infanzia, la motivazione per imparare a parlare. Fortunatamente oggi sappiamo che la dinamica di sviluppo, anche nel linguaggio, è opposta a questa antica credenza: più il bambino sarà in grado di comunicare senza frustrazione anche in assenza del linguaggio verbale, più sarà motivato a parlare appena il suo sviluppo glielo permetterà. Per poter “parlare” infatti bisogna prima saper “comunicare”.
Immaginare di non dare al bambino con la Trisomia 21 che ha difficoltà di linguaggio i segni per paura che poi non parli, sarebbe come pensare di impedirgli di gattonare per non ritardare ulteriormente il camminare. Quante cose invece scoprono i bambini che sanno spostarsi nell’ambiente, sia che lo facciano su due piedi o gattonando? Anche i segni danno possibilità al bambino di “esplorare” e “conoscere” il mondo prima che arrivino le parole.

Da decenni è stato dimostrato, grazie a molti studi fatti su bambini dallo sviluppo tipico ed anche con bambini con la sindrome di Down (1,2), che l’uso dei segni in comunicazione bimodale (l’adulto parla e segna contemporaneamente, il bambino segna finché non è in grado di verbalizzare) non ritarda l’acquisizione del linguaggio ed anzi, sostiene lo sviluppo di molte aree, proprio perché la maggior parte dei nostri apprendimenti avviene grazie all’interazione con chi ci sta accanto.

COSA SIGNIFICA USARE UNA COMUNICAZIONE BIMODALE?
Usare i segni in comunicazione bimodale è diverso dall’usare la lingua dei segni. Nel nostro caso “prendiamo in prestito” i vocaboli LIS (lingua italiana dei segni) e li aggiungiamo alla nostra regolare conversazione verbale, dando così un appiglio visivo al bambino per uno o alcuni concetti chiave della frase. Non appena lo sviluppo comunicativo del bambino glielo permetterà, cercherà di imitare questi segni e ben presto li utilizzerà in maniera spontanea e volontaria per comunicare. Quando il bambino inizierà ad introdurre le prime paroline li abbinerà inizialmente al segno e poi abbandonerà quest’ultimo spontaneamente quando non ne avrà più bisogno. 

COME INIZIARE?
Alla nostra associazione proponiamo regolarmente delle formazioni sull’uso dei segni con il metodo Baby Signs. Questi workshop della durata di circa 3 ore permettono a genitori e professionisti di avvicinarsi al concetto di comunicazione bimodale e di imparare le basi per integrare con facilità i segni alla vita di tutti i giorni.
Organizziamo anche regolarmente degli incontri con tutta la famiglia, bambini inclusi, dove attraverso giochi ed attività di gruppo ci si allena all’uso dei segni e si imparano nuovi vocaboli.

Siamo sempre a disposizione anche per formazioni private, consulenze o accompagnamento di famiglie e professionisti che vogliano avvicinarsi all’uso dei segni o coinvolgere gruppi di altre persone (Es. educatori, asilo nido, scuola dell’infanzia frequentata dal bambino). 

QUANDO INIZIARE?
Non c’è limite a quando iniziare con i segni se il bambino è ancora in fase (parziale o totale) pre-verbale, cioè se riesce ad esprimere verbalmente poco rispetto a ciò che vorrebbe. In media i bambini con la sindrome di Down iniziano ad utilizzare i segni spontaneamente, con intenzionalità comunicativa, se esposti regolarmente ad essi, verso i 2-2,5 anni (Clibbens, 2001), e molti, purché stimolati ad apprenderne di nuovi, li usano come principale strumento per comunicare fino ai 5 o 6 anni (ed oltre), o finché il linguaggio verbale è sufficientemente sviluppato per garantire le interazioni. 

Vi invitiamo a leggere, per esempio, i seguenti studi:

L’uso dei segni per favorire il linguaggio
(5 ragioni per segnare: dal programma Baby Signs)
Robertson S., Segni? Ma io voglio che mio figlio parli!, ASHA Convention 2007 Tradotto da Mariapaola Scuderi per Baby Signs Italia

Signing and Lexical Developmente in Children with DS
Clibbens J. Signing and Lexical Development in Children with Down SyndromeDown Syndrome Research and Practice. 2001;7(3);101-105.

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